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Quanto costa svapare in un anno? Facciamo i conti

Dispositivo, resistenze, liquidi e usa e getta: come calcolare la spesa reale dello svapo in dodici mesi e perché il vantaggio sul fumo si assottiglia.

Pubblicato il Aggiornato il Puff Counter Team 5 min di lettura

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In breve

La spesa annuale dello svapo si compone di quattro voci: dispositivo, resistenze o cartucce, liquido e accessori. Con le usa e getta il costo per millilitro è di gran lunga il più alto e la spesa annua può superare quella delle sigarette. Il calcolo va fatto sul consumo reale, non su quello dichiarato dal produttore.

La risposta breve è che dipende quasi solo dal formato che usi: con un dispositivo ricaricabile e i liquidi in flacone spendi una certa cifra, con le usa e getta puoi arrivare a spendere più di quanto spendevi in sigarette.

La risposta utile, però, è un’altra: quasi nessuno conosce il proprio numero. Il pacchetto di sigarette obbligava a un pagamento visibile ogni giorno o due. Lo svapo distribuisce la spesa in acquisti piccoli, sparsi, spesso online, e la somma non la fa nessuno. Facciamola adesso.

Le quattro voci da sommare

Prendi carta o le note del telefono e riempi queste righe con i prezzi che paghi tu.

  1. Dispositivo. Costo di acquisto diviso per quanti anni ti dura realmente. Se lo cambi ogni anno, entra tutto intero. Aggiungi i dispositivi che hai comprato e abbandonato: contano.
  2. Resistenze o cartucce. Costo di una, moltiplicato per quante ne consumi in un anno. Se cambi la resistenza ogni dieci giorni, sono trentasei all’anno. I liquidi molto dolci le rovinano più in fretta.
  3. Liquido. Millilitri che usi in una settimana, moltiplicati per cinquantadue, moltiplicati per il prezzo al millilitro. Il prezzo al millilitro si ottiene dividendo il costo del flacone per la sua capacità.
  4. Accessori. Batterie di ricambio, caricatori, cotone, custodie, e il dispositivo di scorta che quasi tutti finiscono per comprare.

Se usi le usa e getta il calcolo è più semplice e di solito più doloroso: numero di dispositivi che consumi in una settimana, per cinquantadue, per il loro prezzo. Provaci prima di continuare a leggere.

Perché le usa e getta costano tanto

A parità di liquido inalato, con una usa e getta paghi ogni volta anche la batteria, il circuito, l’involucro e il trasporto — e poi butti tutto. È il motivo per cui il costo per millilitro è di gran lunga il più alto del mercato.

C’è però un secondo effetto, psicologico, che pesa quanto il primo. Ogni singolo acquisto è un importo piccolo, del tipo che non registri come spesa. Ne compri una uscendo dal lavoro, un’altra sabato, un’altra ancora perché quella nuova ti incuriosiva. Nessuno di questi momenti sembra una decisione economica. A fine anno la somma sorprende praticamente tutti.

“Costa meno che fumare”: vero, ma con tre asterischi

Il confronto è quasi sempre presentato al momento più favorevole, cioè il primo mese dopo il passaggio. Poi intervengono tre forze.

Il consumo cresce. La sigaretta finiva. Il pacchetto si svuotava e ti diceva a che punto eri. Il pod non ha nessun segnale di fine, non richiede di uscire, non lascia odore. Senza attriti, il consumo tende ad aumentare mese dopo mese senza che tu te ne accorga, e con il consumo aumenta la spesa.

Il formato scivola verso l’alto. Molte persone iniziano con il ricaricabile e finiscono sulle usa e getta per comodità, cioè passano al formato più caro proprio mentre pensano di aver semplificato.

Le accise salgono. Sempre più paesi tassano i liquidi. Il vantaggio economico dello svapo non è una legge di natura: è una scelta fiscale, e può cambiare in una manovra di bilancio.

Il conto lungo

Adesso la parte scomoda, che è anche quella che smuove più di ogni altra.

Prendi il totale annuale che hai calcolato sopra e moltiplicalo per cinque. Poi per dieci. Non sono cifre astratte: sono soldi che sono già usciti dal tuo conto negli anni passati, e che usciranno con la stessa regolarità in quelli futuri se non cambia niente.

Prova a dare un nome a quella cifra a dieci anni. Un viaggio che rimandi, una parte importante di un’auto, il fondo di emergenza che non hai mai iniziato. Non è un esercizio motivazionale: è la traduzione della spesa in qualcosa che il cervello riesce a vedere. Un numero astratto non convince nessuno, un’immagine concreta sì.

E c’è un dettaglio che rende il conto ancora più netto: quei soldi non sono spesi per ottenere qualcosa. Sono spesi per mantenere una condizione — la dipendenza — che è nata da sé e che ti costa per non stare peggio di come staresti senza.

Il costo che non entra nel foglio di calcolo

Alcune voci non hanno un prezzo di listino ma esistono lo stesso: le visite dal dentista per gengive che si infiammano, il sonno più leggero se svapi la sera, i giorni in cui il dispositivo si scarica e la giornata gira intorno a quello, il tempo speso a cercare un negozio aperto in una città che non conosci.

Sono costi che non compaiono nell’estratto conto e che pesano su come stai.

Due minuti, oggi

Il calcolo che hai appena fatto ha un punto debole: si basa su una stima del tuo consumo, e le stime sul consumo di nicotina sono sistematicamente sbagliate per difetto. La maggior parte delle persone sottovaluta di circa la metà.

Quindi il passo successivo è banale e concreto: per una sola giornata, conta i tiri senza cambiare niente. Nessun obiettivo, nessuna riduzione, solo il numero vero. Poi rifai il conto della spesa annuale con quel dato, e guarda quanto si sposta.

Puff Counter fa questa parte con un tocco per ogni tiro, tiene traccia dei soldi che smetti di spendere man mano che il numero scende e costruisce un limite settimanale sulla tua media reale, così la riduzione ha una curva e una data di fine invece di essere un proposito.

Quasi nessuno smette al primo tentativo, e non è un difetto personale: è la norma con qualsiasi forma di nicotina. Ma il tentativo che arriva in fondo, quasi sempre, è quello che ha iniziato guardando due numeri veri — quanti tiri, e quanto costano.

Domande frequenti

Svapare costa davvero meno che fumare?

Con dispositivo ricaricabile e liquidi in flacone, di solito sì, almeno all'inizio. Il vantaggio si riduce per tre motivi: il consumo tende ad aumentare perché non esiste un punto di fine come il pacchetto, le usa e getta costano molto di più per millilitro, e le accise sui liquidi stanno crescendo in molti paesi.

Quanto spesso va cambiata la resistenza?

In genere ogni una o due settimane, ma dipende molto dal liquido: quelli molto dolci e ricchi di glicerolo lasciano residui che accorciano parecchio la vita della bobina. Se il gusto diventa bruciato o metallico prima del previsto, la resistenza è già da sostituire.

Come calcolo la mia spesa reale in un anno?

Somma quattro voci su base annua: costo del dispositivo diviso per gli anni che dura, resistenze o cartucce moltiplicate per quante ne consumi, liquido moltiplicato per i millilitri usati a settimana per cinquantadue, più accessori e batterie. Poi confronta il totale con quanto pensavi di spendere.

Quanto costano le usa e getta rispetto ai flaconi?

Molto di più a parità di liquido, perché ogni volta paghi anche batteria, elettronica e involucro che poi butti. È il formato più caro sul lungo periodo e allo stesso tempo quello che dà meno percezione della spesa, perché ogni singolo acquisto sembra un importo piccolo.