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IQOS e sigarette insieme: perché il totale sale

Tabacco riscaldato in casa e sigaretta fuori è il modello più diffuso. Perché l'uso combinato aumenta l'esposizione invece di ridurla, e come uscirne davvero.

Pubblicato il Aggiornato il Puff Counter Team 5 min di lettura

  • tabacco riscaldato
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In breve

Usare tabacco riscaldato e sigarette insieme è il modello reale più diffuso, e in genere fa salire il consumo totale di nicotina invece di ridurlo. Il dispositivo si aggiunge nei momenti in cui non fumavi — casa, ufficio, auto — mentre le sigarette restano nei contesti sociali. Si sommano le esposizioni senza ottenere il beneficio di eliminare la combustione.

È il modello più diffuso in assoluto, e in Italia si riconosce a occhio: il dispositivo in casa, in ufficio, in macchina; la sigaretta fuori, all’aperitivo, con chi fuma.

Sembra un compromesso intelligente. Nella pratica è quasi sempre un aumento del consumo totale mascherato da riduzione. Il motivo è semplice: il tabacco riscaldato non ha sostituito le sigarette, si è aggiunto nei momenti in cui prima non consumavi niente.

Perché il totale sale invece di scendere

Prima del passaggio la sigaretta aveva degli attriti fisici che, senza che tu ci pensassi, funzionavano da freno. Non si fumava nel salotto di casa. Non in ufficio. Non in macchina con qualcuno a bordo. Non nel letto la sera.

Quegli attriti non erano un fastidio: erano un limite. Toglievano dalla giornata decine di occasioni possibili.

Il tabacco riscaldato rimuove buona parte di quei limiti. L’odore è più leggero, si dissolve in fretta, in molti contesti sociali passa senza commenti. Il risultato è che il consumo si espande in tutti gli spazi che prima erano vuoti.

E le sigarette non spariscono, perché restano attaccate ai contesti in cui hanno più valore: il caffè al bar, la pausa con i colleghi, la birra la sera, la sigaretta chiesta o offerta. Quelli sono momenti sociali, e nessun dispositivo li sostituisce bene.

Somma le due cose e ottieni: gli stessi contesti sociali di prima, più un’intera categoria di assunzioni nuove.

Il conto che quasi nessuno fa

Prima del passaggioCon l’uso combinato
Sigarette al bar e in pausaPresentiPresenti
Sigarette la sera fuoriPresentiPresenti
Consumo in casaRaro o assenteFrequente
Consumo in ufficio o in autoRaro o assenteFrequente
Consumo a letto o davanti alla TVAssentePossibile
Percezione soggettiva“Fumo tanto”“Sto riducendo”

L’ultima riga è il problema vero. Chi usa entrambi si sente in miglioramento, perché ha fatto un gesto concreto e visibile. Ma la sensazione di riduzione e la riduzione misurata sono due cose diverse, e in questo caso viaggiano spesso in direzioni opposte.

Cosa dice l’evidenza disponibile

Gli studi sull’uso reale dei prodotti a tabacco riscaldato mostrano che la sostituzione completa è la minoranza dei casi: una quota molto rilevante di chi adotta il dispositivo continua a fumare anche sigarette, per mesi o indefinitamente.

Questo cambia completamente il senso del discorso sulla riduzione dell’esposizione. Quel discorso ha un fondamento solo se la combustione esce dalla giornata. Se resta, anche solo per tre o quattro sigarette, il beneficio principale non c’è: il catrame e il monossido di carbonio continuano ad arrivare.

L’OMS su questo è chiara: i prodotti a tabacco riscaldato sono prodotti del tabacco, non ci sono prove sufficienti per considerarli meno dannosi, e l’uso combinato è il contesto in cui qualunque ipotesi di beneficio si annulla.

Il costo doppio, che è certo

Mentre la parte sanitaria resta in discussione, la parte economica no.

Nell’uso combinato paghi due filiere: il dispositivo con le sue ricariche e sostituzioni, i pacchetti di stick, e in più i pacchetti di sigarette. Nessuno dei due budget sostituisce l’altro, si affiancano.

Fai il conto sull’anno, che è la scala in cui i numeri diventano onesti. Un pacchetto al giorno sono 365 pacchetti; se in mezzo ci stanno anche gli stick, la cifra annuale del “sto riducendo” è più alta di quella che spendevi quando fumavi e basta.

E c’è il costo non contabile: hai raddoppiato le cose da ricordare. La scorta di stick, la ricarica, il pacchetto di riserva, il caricatore in valigia. La dipendenza occupa più spazio mentale di prima, non meno.

Come uscirne, in ordine

Il primo istinto è scegliere un prodotto e abbandonare l’altro. Funziona meglio un’altra sequenza.

  1. Conta tutto per tre giorni. Stick e sigarette, insieme, nello stesso totale, senza cambiare nulla. Il numero unico è l’unica cosa che ti dice dove sei davvero.
  2. Non scegliere ancora il prodotto. Prima abbassa il totale. La scelta di quale dei due tenere ha senso solo dopo che il numero complessivo ha cominciato a scendere.
  3. Elimina prima le assunzioni automatiche. Quelle in auto, davanti allo schermo, mentre aspetti. Sono gesti senza desiderio: toglierli fa scendere il totale senza costo emotivo.
  4. Poi chiudi una categoria intera. In genere è più facile eliminare la combustione, perché le sigarette sono legate a poche situazioni identificabili, mentre il dispositivo è ovunque.
  5. Riduci gli stick del 20-25 per cento a settimana, con il limite che non risale mai. In sei-otto settimane il totale arriva a zero.

Cosa succede quando la combustione esce davvero

Entro 24 ore il monossido di carbonio nel sangue si normalizza. Entro 48-72 ore gusto e olfatto cominciano a tornare, ed è la cosa che le persone notano per prima. Tra due e dodici settimane migliorano circolazione e funzione respiratoria. Entro un anno il rischio cardiovascolare in eccesso si riduce di circa la metà (OMS).

Nessuna di queste tappe richiede che tu sia perfetto. Richiedono che l’esposizione scenda e resti giù.

Vale anche la pena ricordare che quasi nessuno ci riesce al primo tentativo: la maggior parte di chi oggi non usa più nicotina ha provato più volte prima che funzionasse. Sei nel percorso normale, non in ritardo su qualcosa.

L’azione da due minuti

Oggi non scegliere niente e non ridurre niente. Tieni un solo totale: stick più sigarette, in un unico numero, da adesso a stasera.

Quel numero, quasi sempre, è la sorpresa che fa partire tutto. Perché finché sono due conti separati puoi raccontarti che stai riducendo; quando diventa un conto solo, la storia cambia da sola.

Puff Counter serve esattamente lì: registri ogni assunzione con un tocco, qualunque sia il prodotto, e l’app calcola la media reale e ricalcola ogni settimana un limite un po’ più basso, così l’uscita dall’uso combinato diventa una curva con una fine invece di un’alternanza infinita.

Domande frequenti

Usare IQOS in casa e le sigarette fuori riduce il danno?

Raramente. Chi divide così i due prodotti tende ad aumentare il numero totale di assunzioni, perché il dispositivo copre momenti in cui prima non consumavi nulla. Le sigarette rimangono comunque nella giornata, quindi la combustione non è stata eliminata, è stata solo diluita.

Quante persone usano entrambi i prodotti?

L'uso combinato è la situazione più comune tra chi passa al tabacco riscaldato: gli studi sull'uso reale mostrano che una quota molto rilevante continua a fumare anche sigarette. La sostituzione completa, quella descritta nelle presentazioni del prodotto, nella pratica è la minoranza dei casi.

Come faccio a capire se sto consumando di più di prima?

Conta tutto per tre giorni: stick e sigarette insieme, senza cambiare abitudini. Quasi tutti scoprono che la somma è più alta del numero di sigarette che fumavano prima del passaggio, perché le assunzioni automatiche in casa e in auto non venivano registrate dalla memoria.

Da quale dei due conviene iniziare a togliere?

Dalle assunzioni automatiche, indipendentemente dal prodotto: quelle in auto, davanti allo schermo, mentre aspetti. Sono gesti senza desiderio e togliendoli il totale scende senza che tu senta di aver rinunciato a qualcosa. I due o tre momenti che aspetti davvero si affrontano per ultimi.