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Effetti collaterali di IQOS: cosa segnalano le persone

Tosse, gola secca, mal di testa e nausea con il tabacco riscaldato: quali sintomi vengono riferiti, cosa dipende dalla nicotina e cosa non sappiamo ancora.

Pubblicato il Aggiornato il Puff Counter Team 5 min di lettura

  • tabacco riscaldato
  • salute

In breve

Gli effetti più riferiti da chi usa tabacco riscaldato sono irritazione di gola e vie aeree, tosse secca, bocca asciutta, mal di testa e nausea, soprattutto nelle prime settimane. Sono legati alla nicotina e all'aerosol caldo. Gli effetti a lungo termine restano sconosciuti: il prodotto esiste da poco più di dieci anni.

I disturbi più frequentemente riferiti da chi usa tabacco riscaldato sono irritazione della gola, tosse secca, bocca asciutta, mal di testa e nausea, concentrati soprattutto nelle prime settimane di utilizzo. Alcuni dipendono dalla nicotina, altri dall’aerosol caldo che passa attraverso mucose non abituate.

Poi c’è la parte più importante e meno raccontabile: cosa succede dopo vent’anni non lo sa nessuno, perché nessuno lo ha ancora potuto osservare.

I disturbi riferiti più spesso

Irritazione della gola e tosse secca. L’aerosol arriva caldo e contiene glicerolo, che è igroscopico: richiama acqua dalle mucose e le lascia asciutte. Il risultato è quella tosse breve e stizzosa che compare soprattutto dopo il primo stick della giornata.

Bocca secca. Stesso meccanismo. Ha un effetto secondario poco discusso: meno saliva significa meno protezione naturale per denti e gengive, perché è la saliva a neutralizzare gli acidi e a limitare i batteri.

Mal di testa e nausea. Quasi sempre indicano nicotina in eccesso. È tipico delle prime settimane dopo il passaggio dalle sigarette, per una ragione precisa che spiego qui sotto.

Gengive irritate e alito alterato. Riferiti con una certa frequenza, coerenti sia con la secchezza della bocca sia con l’effetto della nicotina sul microcircolo gengivale.

Sonno più leggero. La nicotina è uno stimolante. Gli stick serali frammentano il riposo anche quando non te ne accorgi: dormi le stesse ore ma ti svegli meno riposato.

Perché tanti stanno peggio proprio dopo il passaggio

È il paradosso più comune, e non è casuale.

La forza percepita di una sigaretta non dipende solo dalla nicotina: dipende dal calore, dall’irritazione, dal graffio in gola. Tutti segnali che il cervello usa come contatore della dose.

Il tabacco riscaldato elimina buona parte di quei segnali. La nicotina arriva in quantità paragonabile, ma la sensazione è più tenue. E quando qualcosa sembra più leggero, se ne consuma di più.

Molte persone nelle prime settimane aumentano il numero di stick rispetto alle sigarette che fumavano, convinte di essere scese. Mal di testa, nausea e battito accelerato sono il modo in cui il corpo segnala l’eccesso. La correzione, in genere, è semplice: contare, e riportare il numero a quello di partenza.

Quello che non sappiamo, detto senza giri di parole

IQOS è arrivato sul mercato nel 2014, con l’Italia tra i primissimi Paesi. Sono poco più di dieci anni.

Le patologie che rendono il tabacco pericoloso — tumori polmonari, broncopneumopatia cronica ostruttiva, danno vascolare — si manifestano su venti, trenta, quarant’anni di esposizione. La coorte di persone che ha usato solo tabacco riscaldato per l’intera vita adulta non esiste ancora, quindi quella misurazione non è stata fatta e non poteva esserlo.

Su questo l’OMS è netta: non ci sono prove sufficienti per affermare che i prodotti a tabacco riscaldato siano meno dannosi delle sigarette, e vanno regolamentati come prodotti del tabacco. La FDA statunitense, nel 2020, ha autorizzato per IQOS una comunicazione di esposizione ridotta ad alcune sostanze e ha esplicitamente respinto quella di rischio ridotto.

Assenza di prove di danno non è prova di assenza di danno. È esattamente la posizione in cui si trovavano le sigarette filtrate negli anni Cinquanta.

Quando smettere di dare la colpa al dispositivo

Alcuni sintomi non vanno gestiti in casa. Rivolgiti a un medico se compaiono:

  1. Tosse che dura più di tre settimane senza migliorare.
  2. Fiato corto durante attività che prima facevi senza problemi.
  3. Dolore o senso di costrizione al torace.
  4. Sangue nell’espettorato.
  5. Raucedine persistente o difficoltà a deglutire.
  6. Battito irregolare o episodi di forte accelerazione.

Non sono elencati per allarmarti, ma perché il rischio concreto quando si usa un prodotto percepito come “meno dannoso” è attribuirgli qualsiasi sintomo e rimandare un controllo.

Cosa migliora quando la nicotina esce

Questa è la parte con le tempistiche note, e valgono qualunque sia il prodotto da cui vieni.

  • Entro 24 ore: il monossido di carbonio nel sangue si normalizza, e già lo scende molto con il solo abbandono della combustione.
  • Entro 48-72 ore: olfatto e gusto cominciano a tornare. È la sensazione più riferita in assoluto: il cibo che smette di essere piatto.
  • Da 2 a 12 settimane: circolazione e funzione polmonare migliorano in modo misurabile.
  • Entro 1-9 mesi: tosse e senso di ingombro al torace si riducono man mano che le ciglia delle vie aeree recuperano.
  • Entro 1 anno: il rischio cardiovascolare in eccesso si riduce di circa la metà (OMS).

Il corpo non chiede quale dispositivo usavi. Chiede solo che l’esposizione finisca.

Il primo passo concreto

Se stai avendo mal di testa, nausea o gola secca, la domanda più utile non è “questo prodotto fa male”. È: quanti stick sto usando davvero al giorno?

Quasi tutti sottostimano, e non per disonestà. Il consumo automatico — mentre guidi, mentre aspetti, mentre sei al telefono — non viene registrato dalla memoria.

Vale la pena aggiungere una cosa che toglie peso: quasi nessuno smette al primo tentativo, la maggior parte di chi oggi non usa più nicotina ci ha provato più volte. Non sei in ritardo su niente.

L’azione da due minuti: oggi non ridurre nulla e non prometterti nulla. Segna ogni stick che accendi fino a stasera. Domani avrai un numero reale al posto di una sensazione, e i sintomi cominceranno ad avere una spiegazione invece che un sospetto.

Puff Counter è costruito su questo: registri ogni stick con un tocco, l’app calcola la tua media effettiva e ogni settimana abbassa un po’ il limite successivo, così la discesa diventa una curva con una fine invece di un proposito che si rimanda.

Domande frequenti

È normale tossire con il tabacco riscaldato?

Molte persone riferiscono tosse secca e irritazione, soprattutto all'inizio. L'aerosol è caldo e le vie aeree ci si devono adattare. Se la tosse persiste per settimane, si accompagna a fiato corto, dolore toracico o sangue, va valutata da un medico e non attribuita d'ufficio al dispositivo.

IQOS fa venire mal di gola?

L'irritazione della gola è tra i disturbi più segnalati. Dipende in parte dalla temperatura dell'aerosol e in parte dagli aromi e dal glicerolo, che seccano le mucose. Bere più acqua durante la giornata riduce il fastidio, ma non elimina l'esposizione.

Il tabacco riscaldato dà nausea o giramenti di testa?

Sì, e nella maggior parte dei casi è un segnale di nicotina in eccesso. Capita spesso a chi ha appena fatto il passaggio, perché il prodotto sembra più leggero della sigaretta e se ne consuma di più senza rendersene conto. Ridurre il numero di stick di solito risolve nel giro di pochi giorni.

Quali sono gli effetti a lungo termine di IQOS?

Non si conoscono. Le malattie legate al tabacco impiegano decenni a manifestarsi e il prodotto è sul mercato dal 2014, quindi il periodo di osservazione necessario non è ancora trascorso. L'OMS afferma che non ci sono prove sufficienti per considerarlo meno dannoso delle sigarette.