Lo svapo ti costa un iPhone ogni anno
Nessuno decide di spendere il prezzo di un telefono di punta in aromi. Ci si arriva cinque euro alla volta. La matematica per scoprire cosa stai comprando.
In breve
Prendi quello che spendi in svapo in una settimana e moltiplicalo per 52. Quasi sempre il totale annuo cade nella stessa fascia di prezzo di un telefono di punta. Chi finisce un'usa e getta al giorno arriva più in alto ancora, spesso oltre il costo di una settimana di vacanza all'estero.
Nessuno si sveglia una mattina e decide di spendere il prezzo di un telefono di punta in aromi alla fragola. Ci si arriva cinque euro alla volta, in un tabaccaio, distratti, tredici volte al mese.
È questo il trucco del prezzo basso: non è che l’oggetto costi poco. È che il totale non viene mai stampato da nessuna parte.
Facciamolo adesso.
La formula, in dieci secondi
Prendi tutto quello che compri in una settimana normale. Non solo il liquido: usa e getta, pod, resistenze, batterie, il cavo che hai ricomprato, il dispositivo che si è rotto a giugno.
Somma. Moltiplica per 52.
Quel numero è la tua spesa annua. Non una stima prudente, non un caso limite: è quanto esce dal tuo conto ogni anno, tutti gli anni, mentre credi di comprare qualcosa da cinque euro.
Se hai fatto il conto, hai probabilmente in mano una cifra che appartiene a una di queste tre fasce.
Fascia 1: un’usa e getta al giorno
È il consumo più costoso in assoluto, e anche il più diffuso. Ogni volta paghi tre cose insieme: il liquido, la batteria e la scocca. Le ultime due le butti dopo un giorno.
In un anno sono 365 dispositivi. Il totale, praticamente ovunque in Europa, supera il prezzo di un telefono di punta nella configurazione più cara, e in molti mercati arriva vicino al costo di due settimane di vacanza intercontinentale per una persona.
Detto in modo più fastidioso: stai comprando ogni anno un oggetto che costa quanto lo smartphone che aspetti in offerta a novembre. Solo che questo lo butti nel cestino il giorno stesso.
Fascia 2: pod e cartucce
Più economica, ma non di un ordine di grandezza. Qui il totale annuo tende a collocarsi grosso modo fra:
- un telefono di fascia media più un anno di abbonamento al gestore;
- una console con una decina di giochi;
- due o tre anni di palestra pagati in un colpo solo;
- un mese di affitto in molte città italiane.
Il fastidio, in questa fascia, è che la spesa è invisibile per costruzione: quattro pod alla volta, ogni sette-dieci giorni, mai un importo abbastanza grande da farti alzare un sopracciglio.
Fascia 3: ricaricabile con liquido in boccetta
È la fascia in cui si spende meno, ed è anche quella in cui l’argomento “costa meno che fumare” regge davvero. Chi usa un dispositivo ricaricabile e compra il liquido in boccetta spende in genere una frazione di quanto spende chi fuma un pacchetto al giorno.
Ma attenzione a due voci che quasi nessuno conta: le resistenze, che si consumano ogni una-due settimane, e la sostituzione del dispositivo, che avviene più spesso di quanto ricordi. Aggiungile e la fascia sale di un buon terzo.
E adesso moltiplica per dieci
Il numero annuale scuote. Quello decennale è di un’altra categoria.
Prendi il tuo totale annuo e moltiplicalo per 10. Se svapi da qualche anno, moltiplica anche all’indietro: quella parte l’hai già pagata.
Nella maggior parte dei casi si ottiene una cifra nella fascia di:
- l’anticipo di un’auto;
- il rifacimento di un bagno;
- un anno di università fuori sede, tasse e affitto compresi;
- la parte iniziale di un fondo pensione avviato a trent’anni.
Non è un discorso morale, è aritmetica. Quei soldi non sono spariti: sono stati convertiti in 219.000 tiri all’anno, e la conversione è già avvenuta.
Il punto non è la colpa. È la leva.
Qui c’è la parte che rende utile tutto il calcolo, invece che solo deprimente.
La spesa dello svapo è quasi perfettamente proporzionale ai tiri. Non è come l’affitto o l’assicurazione, che sono fissi. Se fai il 30% dei tiri in meno, spendi grosso modo il 30% in meno, e lo vedi entro il primo mese. Non serve aver smesso: serve aver ridotto.
È la rara situazione in cui la versione parziale del risultato è già un risultato pieno.
E c’è un secondo effetto, meno ovvio: quando la spesa diventa visibile, smette di essere neutra. Un’usa e getta comprata sapendo che è la 212esima dell’anno non è più la stessa usa e getta.
Due minuti, oggi
Non cambiare niente. Fai solo questo:
- Apri l’app della banca e cerca il nome del tabaccaio o del negozio dove compri.
- Somma le uscite dell’ultimo mese.
- Moltiplica per 12.
Ci metti due minuti e ti resterà in testa per settimane. Poi scegli l’oggetto che quel numero comprerebbe — il telefono, il viaggio, lo scooter — e tienilo come unità di misura. Funziona molto meglio di una cifra astratta.
Puff Counter fa la stessa cosa nella direzione opposta: mentre conti i tiri, calcola quanto stai risparmiando man mano che il tuo limite settimanale scende, e ti mostra il totale in crescita invece che la spesa in uscita. È lo stesso numero, girato dalla parte in cui ti conviene guardarlo.
Se conosci qualcuno che giura che “tanto è una spesa da niente”, passagli questo articolo. Non serve che ti risponda: gli basta fare la moltiplicazione per 52.
Domande frequenti
Come si calcola quanto spendo davvero in svapo?
Somma tutto quello che compri in una settimana normale, non solo il liquido: usa e getta o pod, resistenze, batterie, caricatori, il dispositivo sostituito quando si rompe. Moltiplica quel totale settimanale per 52. È l'unico calcolo che tiene dentro anche le spese che dimentichi perché sembrano occasionali.
Svapare costa meno che fumare?
Dipende dal formato. Con un ricaricabile e il liquido in boccetta la spesa annua è in genere nettamente inferiore a un pacchetto di sigarette al giorno. Con le usa e getta quotidiane il divario si assottiglia e in molti mercati sparisce del tutto, perché paghi ogni volta anche batteria e involucro.
Quanto spendo in dieci anni di svapo?
Moltiplica il totale annuo per dieci e avrai una cifra che quasi tutti trovano difficile da guardare: nella fascia dell'anticipo di un'auto o di diversi anni di risparmio accantonato. È il calcolo che rende visibile una spesa che, presa cinque euro alla volta, sembra irrilevante.
Ridurre i tiri fa davvero risparmiare?
Sì, e in modo quasi lineare: il consumo di liquido e di usa e getta segue il numero di tiri. Chi scende del 30% in un mese vede il taglio direttamente in cassa, senza aver ancora smesso. È il motivo per cui misurare i tiri e misurare la spesa sono in pratica la stessa operazione.