Tutti gli articoli

Il fumo passivo di IQOS è dannoso per gli altri?

L'aerosol del tabacco riscaldato si vede e si sente meno, ma contiene nicotina e altre sostanze. Cosa sappiamo dell'esposizione di chi vive con te.

Pubblicato il Aggiornato il Puff Counter Team 5 min di lettura

  • fumo passivo
  • tabacco riscaldato

In breve

L'aerosol del tabacco riscaldato contiene nicotina e altre sostanze e viene rilasciato nell'ambiente, quindi chi ti sta vicino viene esposto. È meno visibile e meno odoroso del fumo di sigaretta, ma meno percepibile non significa innocuo, e non esistono dati che stabiliscano una soglia sicura per l'esposizione altrui.

Sì, chi ti sta vicino viene esposto. L’aerosol del tabacco riscaldato contiene nicotina e altre sostanze, e non resta dentro i tuoi polmoni: una parte viene espirata e finisce nell’aria che respirano gli altri.

La differenza rispetto alla sigaretta è reale ma riguarda soprattutto la percezione: si vede meno, si sente meno, sparisce prima. Il problema è che stiamo usando naso e occhi per valutare un rischio, e non sono strumenti adatti.

Perché sembra che non ci sia niente

Il fumo di sigaretta ha due sorgenti: quello che espiri e quello che sale dalla brace mentre la sigaretta sta lì accesa nel posacenere. La seconda è responsabile di gran parte del fumo passivo, e nel tabacco riscaldato non esiste, perché niente brucia in autonomia.

In più l’aerosol è composto in larga parte da glicerolo, che evapora rapidamente e non lascia la scia grassa e persistente del catrame. Da qui la sensazione che l’aria torni pulita in pochi secondi.

Quello che resta è la parte che non vedi: la nicotina rilasciata nell’ambiente, e i composti che l’aerosol trasporta. Sono stati rilevati nell’aria degli ambienti chiusi in cui questi prodotti vengono usati. Non nelle quantità del fumo di sigaretta, ma non a zero.

Meno visibile non è un dato sanitario. È un dato estetico.

Cosa dicono le autorità sanitarie

L’OMS considera i prodotti a tabacco riscaldato prodotti del tabacco a tutti gli effetti, e raccomanda di applicare loro le stesse politiche previste per le sigarette, comprese quelle sugli ambienti chiusi. La ragione dichiarata è esattamente questa: l’aerosol contiene nicotina e sostanze tossiche, e chi non lo usa non dovrebbe esservi esposto.

Sul fumo di sigaretta il principio consolidato è che non esiste un livello di esposizione passiva privo di rischio (OMS). Per il tabacco riscaldato non esiste un dato equivalente che stabilisca una soglia sicura, semplicemente perché quello studio non è stato fatto — e in assenza di dati la posizione prudente non è “allora va bene”.

Le regole locali variano molto e cambiano rapidamente: diversi Paesi hanno progressivamente incluso questi prodotti nelle restrizioni per gli ambienti chiusi. Conviene verificare le norme aggiornate del posto in cui ti trovi, senza dare per scontato che l’assenza di divieto equivalga a un via libera sanitario.

I due posti che contano davvero: casa e auto

Le regole pubbliche sono la parte facile. La parte che pesa sulla vita delle persone intorno a te riguarda gli spazi privati, dove nessuno controlla.

L’auto è lo scenario peggiore in assoluto. Il volume d’aria è di pochi metri cubi e la concentrazione sale in fretta anche con poche boccate. Il finestrino aperto abbatte l’odore molto più di quanto abbatta l’esposizione di chi è seduto accanto a te o sul sedile posteriore. E sul sedile posteriore, spesso, ci sono i bambini.

La casa è il secondo. Il salotto e la camera sono proprio gli spazi che il dispositivo ha reso accessibili, ed è lì che l’esposizione degli altri è aumentata rispetto a quando fumavi sul balcone. Chi vive con te non ha scelto nulla: si è ritrovato una fonte di nicotina in ambienti che prima ne erano liberi.

Per i bambini il discorso è più delicato per due ragioni fisiologiche: respirano più aria in rapporto al peso corporeo, e le loro vie aeree sono ancora in sviluppo. Vale la stessa regola prudente che applicheresti a una sigaretta: fuori.

E gli animali in casa

Cani e gatti passano gran parte del tempo vicino al pavimento e sui tessuti, dove la nicotina depositata tende ad accumularsi, e i gatti ingeriscono ciò che si posa sul pelo quando si puliscono. È una via di esposizione facile da dimenticare, perché non riguarda l’aria ma le superfici.

Il residuo che resta dopo

Il fumo di terza mano è la nicotina e le altre sostanze che si depositano su divani, tende, tappezzeria dell’auto e pareti, e che possono restarci per settimane o mesi.

Con il tabacco riscaldato il deposito è minore rispetto alla sigaretta, ma esiste, e ha una caratteristica scomoda: non lo senti. Con il fumo di sigaretta l’odore ti diceva che qualcosa era rimasto, e quel segnale spingeva ad arieggiare. Qui il segnale manca, quindi il residuo si accumula senza mai richiedere attenzione.

Arieggiare regolarmente e lavare i tessuti aiuta. Ma è gestione del sintomo: l’unica cosa che elimina l’esposizione altrui è che l’aerosol non venga prodotto in quegli spazi.

Cosa puoi fare da domani

Se non stai smettendo adesso, ci sono comunque scelte che riducono l’esposizione di chi vive con te:

  1. Mai in auto, con o senza passeggeri. Il residuo negli abitacoli è tenace e il volume d’aria è troppo piccolo.
  2. Mai negli ambienti chiusi condivisi, in particolare dove ci sono bambini, persone con asma o problemi respiratori, o donne in gravidanza.
  3. Fuori, come faresti con una sigaretta. Il fatto che si possa usare dentro non è una ragione per farlo.
  4. Arieggia gli spazi in cui è stato usato, e lava periodicamente i tessuti delle stanze coinvolte.
  5. Diglielo. Chi vive con te spesso non sa che c’è un’esposizione, proprio perché non la percepisce. Metterlo sul tavolo è una scelta di rispetto, non una confessione.

Il passo che risolve alla radice

Tutte le misure sopra riducono l’esposizione degli altri. Nessuna la elimina.

L’unica cosa che la elimina è che il consumo scenda e finisca, e questo comincia sempre dallo stesso punto: sapere quanti stick al giorno, davvero. Non la stima, il conteggio. Quasi tutti sottostimano, perché le assunzioni automatiche in casa e in auto non vengono registrate dalla memoria — che sono poi esattamente quelle che espongono le persone con cui vivi.

Vale la pena aggiungere che quasi nessuno smette al primo tentativo: la maggior parte di chi oggi non usa più nicotina ci ha provato diverse volte. Non è un requisito di perfezione, è un percorso normale.

L’azione da due minuti, oggi: segna ogni stick da adesso fino a stasera, e accanto a ciascuno scrivi solo se eri dentro o fuori. Domani avrai due numeri: quanto consumi, e quanta parte di quel consumo è finita nell’aria di casa tua.

Puff Counter serve dal secondo giorno in poi: conti con un tocco, l’app calcola la tua media reale e abbassa ogni settimana il limite successivo, così la discesa diventa una curva con una fine — e gli spazi in cui vivono gli altri tornano liberi prima di te.

Domande frequenti

Si può usare IQOS in casa con i bambini?

L'aerosol contiene nicotina e altre sostanze e si diffonde nell'ambiente, quindi i bambini presenti vengono esposti. I più piccoli respirano più aria in rapporto al peso corporeo e hanno vie aeree ancora in sviluppo, quindi la scelta prudente resta usarlo fuori, come si farebbe con una sigaretta.

L'aerosol del tabacco riscaldato lascia residui sui mobili?

Sì, anche se in misura minore rispetto al fumo di sigaretta. La nicotina rilasciata nell'ambiente si deposita su tessuti, pareti e superfici e può restarci a lungo. È il fenomeno noto come fumo di terza mano, e riguarda anche i prodotti senza combustione.

Usarlo in auto con il finestrino aperto è sicuro?

L'abitacolo è uno degli spazi peggiori: il volume d'aria è minimo e la concentrazione sale in fretta. Il finestrino aperto riduce l'odore molto più di quanto riduca l'esposizione reale di chi è seduto accanto o dietro.

IQOS è escluso dai divieti di fumo?

Le regole variano da Paese a Paese e cambiano in fretta. Molti Stati hanno progressivamente incluso il tabacco riscaldato nelle stesse restrizioni previste per le sigarette, coerentemente con la raccomandazione dell'OMS di regolamentarlo come prodotto del tabacco. Conviene verificare le norme locali aggiornate.